IL FUTURO

 DELL'EX CONSORZIO

Continua il confronto su DENTRO&FUORI su un argomento d'interesse per i cernuschesi

APPROVATO IL NUOVO PROGETTO, MA IL CONSIGLIO E' SPACCATO

(dva) Giovedì 5 novembre il Consiglio comunale è stato chiamato a votare il nuovo progetto che prevede la riqualificazione dell'area dell'ex Consorzio agrario per anni lasciata abbandonata, di proprietà della società Immobile e futuro. L'occasione è stata quella da parte dell'assessore alla partita Patrizia Brivio (a destra nella foto) di rispondere alle osservazioni pervenute entro il 6 settembre in Comune. In realtà le uniche richieste arrivate in municipio appartenevano alle sole due minoranze, capitanate da Renata Valagussa Raimondo e Giovanni Zardoni. Ovvero i cernuschesi non hanno presentato alcuna osservazione a riguardo tra la fine di luglio e nel mese di agosto.

Al di là dei contenuti di queste osservazioni, a volte molto tecniche riguardanti l'utilizzo della superficie dell'intera area, ciò che ha colpito i presenti è stata la modalità sbrigativa e poco "canonica" dell'assessore esterno Brivio con cui ha risposto a precise domande pervenute. Dalla sua bocca sono uscite parole di commento alle osservazioni, come "laccetti, richiesta infondata, illazioni e sofismi", volendo fare intendere la forte volontà delle minoranze di rallentare i lavori solo per una questione politica e non nell'interesse  di riqualificare l'area. Per di più i testi delle osservazioni sono stati letti in un primo momento con un tono poco consono alla sede (fatto notare dagli stessi consiglieri), sguardo basso durante il dibattito e comodamente seduta sulla sedia accanto al neo vice sindaco; dritta per la propria strada: l'importante è ristrutturare l'edificio, abbandonato da troppo tempo.

A tutto ciò va detto che per Insieme per Cernusco, gruppo di maggioranza, erano assenti il sindaco Giovanna De Capitani e il consigliere  Alberto Biffi; per cui 11 consiglieri votanti sei a favore, tre contrari e due astenuti, insomma 6 a 5.

Ma lasciamo ora lo spazio alla parte più importante della questione, quella tecnica e le rispettive dichiarazioni di voto dei capigruppo, in cui spiegano la loro posizione; a queste va aggiunto il voto contrario del consigliere Salvatore Krassowski, stupito e amareggiato per come i lavori siano stati portati avanti negli ultimi mesi.

MARIO OLDANI Insieme per Cernusco

I perché di un voto convintamente a favore del Piano Integrato di Intervento via Spluga / via Papa Giovanni XXIII – ambito AR 4.1 del Documento di Piano” relativo all’area dell’ex Consorzio sottoposto questa sera all’approvazione del Consiglio comunale.

Occorre premettere che l’Amministrazione, avendo ben chiara la cronistoria che ha portato alla definizione del comparto nel P.G.T. vigente, ha ritenuto

- poiché quanto proposto dall’operatore in ultima istanza era compatibile con le previsioni strumento urbanistico generale – P.G.T.,

- avendo a cuore il recupero funzionale di questa area centrale del paese ritenuta di interesse strategico per la localizzazione e la rappresentatività nella storia del paese,

- perseguendo gli indirizzi di controllo di consumo di nuove aree agricole attraverso il recupero delle aree dismesse,

- considerando le mutate condizioni economiche del paese,

di accettare la proposta che si è consolidata con il P.I.I., adottato nel Consiglio comunale il 30 luglio scorso, consapevole altresì del fatto che l’operazione nel suo complesso ha come prima finalità il recupero e restauro di un patrimonio storico della memoria del territorio.

Abbiamo affrontato la questione considerando il territorio del nostro paese in senso lato, che inevitabilmente costituisce il terminale necessario di tutte le attività umane, di vita e di lavoro. Utilizzando al meglio l’urbanistica, come scienza che riesce a coniugare le esigenze produttive, imprenditoriali con la tutela in senso lato del paesaggio e nel tentativo di tutelare il bene-territorio anche per le generazioni future: in quest’ottica, ci permettiamo di dire di sviluppo sostenibile del territorio, pensiamo si possa  collocare questo intervento.

Abbiamo cercato, a nostri avviso riuscendoci, a coniugare con equilibrio, il preminente interesse pubblico con quello del privato.

Cia auguriamo che dopo questa approvazione l’intervento possa partire in fretta.

 

RENATA VALAGUSSA RAIMONDO - Democrazia Cernuschese

 

Noi riteniamo che un intervento sull'area dell'ex Consorzio agrario sia necessaria per evitarne l'ulteriore degrado. Il progetto che stiamo esaminando recupera l'area, conservando gli elementi più significativi sotto il profilo storico e architettonico dell'attuale edificio e per questo a nostro avviso è positivo e personalmente mi piace. Il progetto, però deve rispettare le regole del PGT . Le nostre osservazioni erano volte appunto ad accertare che queste fossero davvero rispettate. Ricordo che questo PI non è passato neppure nella Commissione Urbanistica. Per questo chiedevamo conforto in un parere tecnico degli estensori del Piano di Governo del territorio per poter sgombrare ogni dubbio che abbiamo. Ma non avete voluto fare questo approfondimento che avrebbe dato maggiore sicurezza a tutti i Consiglieri Comunali che lo devono votare. Ad esempio tutti sappiamo che già all'atto dell'approvazione del PGT la proprietà del comparto dell'ex Consorzio, chiedeva di trasformare più superficie in commerciale, e gli estensori avevano contro dedotto che non era possibile.

Poi vi è l'aspetto degli oneri e delle perizie come quella del Politecnico. Non mi risulta che siano state volute dall' Amministrazione, che infatti non le ha pagate. Un elemento di debolezza del progetto è rappresentato dalla viabilità.  Ma su questo se l'anno prossimo dovessimo vincere le elezioni, porremo rimedio.

E ancora il metodo utilizzato nel processo decisionale non è stato coinvolgente e partecipativo: il progetto non è stato portato in nessuna Consulta. Il nostro voto è per questo contrario.

 

GIOVANNI ZARDONI -  Civicamente Cernusco

In sede adozione del PII il Gruppo Consiliare “Civicamente – Cittadini per Cernusco” si era così espresso: “ritenendo prioritaria la riqualificazione del comparto e ribadendo le criticità sopra esposte ed il fatto che tutta la vicenda si sarebbe potuta gestire con modalità migliori, il gruppo Civicamente – Cittadini per Cernusco esprime voto favorevole al PII presentato, riservandosi di presentare eventuali ulteriori osservazioni prima della approvazione definitiva”.

Lo spirito era quello di segnalare in modo costruttivo le problematiche emerse in sede di adozione del PII, in modo che l’Amministrazione Comunale potesse approfondire tali problematiche ed accettare o meno le osservazioni presentate.

Le controdeduzioni avute invece sono deludenti.

L’Amministrazione ha infatti scelto di non approfondire le questioni poste trincerandosi invece dietro il paravento del “parere di conformità” del Servizio Territorio. L’aspettativa era invece che rispetto alle puntuali osservazioni l’Amministrazione scegliesse di replicare nel merito con altrettanto approfondite controdeduzioni.

Entrando nel merito di quanto controdedotto:

- in relazione all’Osservazione 1: sarebbe stato opportuno un approfondimento con gli urbanisti ed i tecnici della Provincia in relazione all’aumento di superficie commerciale prevista nel comparto ed al relativo dimensionamento, nonché rispetto alle NTA del PGT che sembrerebbero in parte in conflitto con quanto deciso;

- in relazione all’Osservazione 2: è chiaro che non si è voluto intervenire sui contenuti economici degli accordi presi con l’operatore in sede di contrattazione prevista dall’edilizia negoziata, scomputando voci mai scomputare prima d’ora e che probabilmente mai saranno scomputate in futuro;

- in relazione all’Osservazione 3: ci si è voluti fermare allo studio di inquadramento viabilistico senza ottenere dall’operatore un intervento atto a migliorare la situazione della viabilità nella zona di Via Spluga immediatamente adiacente al comparto (anche questo punto probabilmente sbilanciava la sopra richiamata contrattazione);

- in relazione all’Osservazione n.4: ne è stato per fortuna colto lo spirito costruttivo ed è stata parzialmente accolta.

A fronte di una situazione simile, in cui il Consiglio Comunale si trova a ratificare decisioni non modificabili e già prese, pur ribadendo di condividere l’impianto progettuale del PII e l’obiettivo di riqualificare un comparto da troppo tempo abbandonato al suo destino, non possiamo confermare il voto favorevole espresso “con riserva” in sede di adozione e pertanto ci asteniamo su questa proposta di delibera.

 

Ecco le mie osservazioni:

Il sottoscritto Giovanni Zardoni, nato a Merate il 13 novembre 1973  e residente a Cernusco Lombardone in Via Pensiero n.12, nella sua qualità di capogruppo del Gruppo Consiliare “Civicamente – Cittadini per Cernusco”, presenta le seguenti osservazioni alla Delibera di Consiglio Comunale n.30 in data 30 luglio 2015 avente ad oggetto “Adozione programma integrato d'intervento su ambito di riqualificazione "AR 4.1".

 

        Premesso che vi è soddisfazione, per l’osservante, in relazione all’impianto progettuale del progetto, e ciò ha portato Civicamente – Cittadini per Cernusco ad esprimere voto favorevole in sede di adozione del PII, si ritiene di presentare, come annunciato, le seguenti osservazioni, allo scopo di migliorare tale PII e soprattutto tutelare il Comune di Cernusco Lombardone ed il suo Consiglio Comunale.

 

 

OSSERVAZIONE 1: capacità edificatoria del comparto

Premesse e motivazioni.

In sede di prima stesura di PGT la SLP attribuita al comparto in oggetto era stata individuata in  complessivi mq. 4.950, dei quali:

- mq. 1.450 a destinazione commerciale;

- mq. 3.500 a destinazione residenziale.

        La proprietà ebbe poi ad attivare una procedura di SUAP per l’inserimento di una struttura ricettiva nel comparto, SUAP che non andò a buon fine. In sede di elaborazione definitiva di PGT si andò incontro alle richieste della proprietà aumentando la capacità edificatoria del comparto al solo scopo di garantire una attività ricettiva con un numero minimo di camere che avrebbe potuto garantire la sua sostenibilità (come richiesto dalla proprietà, i fatti sono noti all’osservante in quanto all’epoca rivestiva la carica di Assessore all’Urbanistica).

        Tale capacità edificatoria venne quindi innalzata a mq. 5.950, dei quali:

- mq. 4.250 a destinazione ricettiva (per l’albergo);

- mq. 1.400 a destinazione commerciale;

- mq. 300 a destinazione residenziale (per la ricostruzione della “Casa Morabito” sul limitare del lotto).

        In sede di osservazioni al PGT la proprietà richiese inoltre di alzare la superficie commerciale da mq. 1.400 a mq. 2.500 con conseguente riduzione proporzionale della superficie ricettiva. Era quindi chiaro alla proprietà che non vi era un utilizzo “libero”, nella sua interezza, della superficie quale “ricettiva/commerciale”. In sede di controdeduzioni al PGT gli urbanisti e l’Amministrazione Comunale risposero testualmente che tale proposta “è contraria agli obiettivi del PGT ed alle prescrizioni del PTCP in materia di commercio e pertanto non può essere presa in considerazione” (cfr. Delibera di Consiglio Comunale n.3 in data 20 gennaio 2011).

        Orbene, nel PII presentato ed adottato, il comparto viene suddiviso in due sub-comparti, denominati AR4.1 e AR4.2, ed al comparto AR4.1, quello dell’ex Consorzio Agrario, viene attribuita una SLP complessiva di mq. 5.650 dei quali mq. 4.220,19 da realizzarsi nel comparto e mq. 1.429,81 di diritti edificatori.

        In sostanza la sorta di “bonus volumetrico per l’albergo” che era stato riconosciuto dalla precedente Amministrazione Comunale, dato che condivideva l’investimento ricettivo, (fatto molto evidente nella scheda d’ambito di PGT che prevedeva ben mq. 4.250 a destinazione recettiva) viene mantenuto anche in assenza di un intervento ricettivo ed addirittura tale superficie ricettiva viene utilizzata non più come tale ma con le seguenti destinazioni: mq. 699,38 a destinazione residenziale, mq. 2.504,92 a destinazione commerciale/uffici e mq. 1.015,89 a destinazione commerciale/ricettivo-ristorativo.

        Nella Delibera di Adozione del PII, sopra indicata, si attesta che questi dimensionamenti e la qualità delle destinazioni è comunque compatibile e conforme al PGT, determinando tra l’altro un bonus volumetrico a favore dell’operatore (bonus “concretizzato” di fatto cambiando di destinazione la SLP concessa per la struttura alberghiera mai realizzata). Ciò per esempio non sarebbe stato possibile senza ombra di dubbio se tale intervento fosse stato presentato e realizzato in regime di SUAP, come inizialmente l’Amministrazione Comunale (tra le critiche dell’allora minoranza) era intenzionata a procedere.
Osservazioni e richieste.

        Si richiede pertanto, a tutela del Consiglio Comunale di Cernusco Lombardone, che alla delibera di approvazione definitiva del PII vengano allegati:

1) un parere scritto degli urbanisti estensori del PGT nel quale venga spiegata e giustificata la diversa “valutazione” attribuita alle richieste della proprietà (che era stata valutata dagli stessi urbanisti, pur con dimensionamenti minori, “contraria agli obiettivi del PGT”);

2) un parere scritto della Provincia di Lecco che riporti la conformità dell’intervento proposto alle “prescrizioni del PTCP in materia di commercio”.

 

 

OSSERVAZIONE 2: scomputo oneri di urbanizzazione e standard qualitativo.

Premesse e motivazioni.

        Il PII presentato prevede uno scomputo complessivo di oneri di urbanizzazione primaria, secondaria e standard qualitativo, di Euro 761.175,60 a fronte dei complessivi Euro 1.041.290,20  di oneri complessivamente dovuti (comprensivi del costo di costruzione e monetizzazioni).

        Si ritiene che la “dismissione totale” del lotto Ex Morabito sia sufficientemente compensata dallo standard qualitativo di Euro 401.000,00, non concordando che vengano scomputate parte delle spese di demolizione della ex Proprietà Morabito tra le opere di urbanizzazione primaria (per Euro 6.224,31) e tra le opere di urbanizzazione secondaria (per Euro 14.253,39).

        Allo stesso modo non trova giustificazione logica e nell’interesse dell’Amministrazione Comunale anche lo scomputo di Euro 51.879,35 per la demolizione dell’Ex Oratorio (inserito tra le opere di urbanizzazione primaria).

        Tale proposta dell’operatore sembra prendere origine dal fatto che parte delle aree di sedime di detti edifici siano nella proposta del PII asservite ad uso pubblico.

        Le caratteristiche intrinseche del lotto del PII era in realtà ben noto alla proprietà dall’inizio dell’acquisizione degli immobili (ovvero che si trattava di lotti edificati da demolire e bonificare) e pertanto non si ritiene giustificato tale scomputo, anche a tutela di possibili osservazioni/azioni della Corte dei Conti.

Osservazioni e richieste.

        Si richiede pertanto che le somme di cui sopra proposte a scomputo vengano invece versate dal proponente all’Amministrazione Comunale, per la complessiva somma di Euro 72.357,05.

 

 

OSSERVAZIONE 3: rapporto del PII con la viabilità.

Premesse e motivazioni.

        Appare evidente che il punto debole di tutta la condivisibile riqualificazione del comparto sia l’accesso viabilistico al medesimo, prevista direttamente dalla Strada Provinciale 342 Dir.

        Il Comune di Cernusco, a causa della sua pericolosità, ha recentemente chiuso un’uscita dalla limitrofa area commerciale di Via Spluga sulla SP 342 Dir ed ora andrebbe ad autorizzare non solo una nuova uscita ma addirittura una possibilità di accesso, in posizione ancora più critica e più vicina all’incrocio semaforico.

Osservazioni e richieste.

        Si propone pertanto di richiedere al proponente di integrare il PII con uno studio puntuale delle modalità di inserimento del nuovo comparto nella viabilità esistente, prevedendo la contestuale riqualificazione (a scomputo oneri) del tratto di SR 342 DIR (Via Spluga) fronteggiante il comparto con inserimento di appositi jersey atti ad evitare manovre improprie in entrata/uscita dal nuovo comparto (manovre solo in destra) e rapportando tale riqualificazione con l’accesso/uscita da via Lurani Cernuschi.

 

 

OSSERVAZIONE 4: proposte di modifica della bozza di Convenzione Urbanistica.

Art. 5 e Art. 14

Appaiono troppo lunghi i termini previsti di presentazione del progetto entro 6 mesi dalla stipula convenzione (la quale deve essere stipulata entro 6 mesi da pubblicazione sul BURL): si supera ampiamente l'anno... Si propone di modificare tali termini con i seguenti: stipula della convenzione entro 30 giorni dalla pubblicazione sul BURL (modifica all’art. 14) e presentazione del progetto entro 4 mesi dalla convenzione (modifica all’art. 5 comma 1).

 

Art. 6 comma 3

Si propone di precisare che la cessione al Comune delle aree di cui al comma 1.1 e l'asservimento ad uso pubblico delle aree di cui al comma 1.2 sarà a cura e spesa dell'operatore.

 

Art. 6 comma 7

Si propone di modificare la bozza di convenzione precisando che la cessione dell’area di cui al comma 7 dovrà avvenire gratuitamente (ora c’è solo un impegno alla cessione, non è scritto da nessuna parte che è gratuita) e senza oneri per il Comune (ed ora invece c’è scritto che è a spese del Comune).

  

Art. 9 comma 3

Si fa presente che l’acquisizione da parte del privato dell’ex proprietà Morabito è già avvenuta e pertanto si richiede di adeguare il testo della convenzione parlando di "rimborso parziale delle spese di acquisizione".

 

RENATA VALAGUSSA RAIMONDO, ECCO IL NOSTRO PENSIERO

 «Dove sono finiti i valori della trasparenza, partecipazione, informazione, coinvolgimento

Da sempre, noi di Democrazia Cernuschese, riteniamo che un intervento sull’area dell’ex Consorzio agrario sia necessaria per evitarne l’ulteriore degrado, però conservando gli elementi più significativi sotto il profilo storico e architettonico dell’attuale edificio. Il progetto che viene presentato questa sera in questo Consiglio comunale rispetta questi elementi: recupero dell’area, conservando un luogo simbolo della storia edilizia di Cernusco meritevole di un mantenimento anche se simbolico o parziale.

Ricordo che:

- l’ex-Consorzio rappresenta una struttura sociale dell’Italia del novecento che ha contribuito a costruire la società moderna in cui oggi viviamo. E’ un monumento al lavoro dei nostri predecessori da tutelare.

- nel 2009 la Provincia di Lecco ha inserito l’edificio del ex Consorzio agrario, nel censimento sul patrimonio edilizio della Provincia relativo al periodo tra le due guerre presentato in una mostra a Galbiate. Dei 280 beni censiti, 200 sono stati inseriti nel S.I.R.Be.C.(Sistema Informativo Regionale sui Beni Culturali) tra cui il Consorzio. Ma anche la centrale Elettrica, Edificio commerciale di via Spluga, 23 il monumento ai caduti.

Leggo dal catalogo di quella mostra "La mostra lecchese si inquadra nel progettato censimento delle opere architettoniche del Novecento realizzato in tutto il territorio lombardo prima che l’alienazione della memoria o l’insipienza di qualche operatore, unita alla disattenzione di amministratori incompetenti, la cancellino dal nostro presente e dalla nostra storia".

Questo per il Consorzio non succederà. Non ci sarà la cancellazione di una parte della storia di Cernusco del suo passato delle sue radici contadine che si modernizzavano con i consorzi agrari, perché verrà conservata la facciata e le prime quattro campate. E questo è positivo.

Siamo invece contrariati dal metodo utilizzato nel processo decisionale che ha portato a presentare in sordina alla fine di luglio (oggi è giovedì 30luglio 2015) l’adozione del Piano integrato di intervento di via Spluga/ via papa Giovanni XXIII ambito AR4.1 del documento di piano. Già l’oggetto della Deliberazione solamente tecnico, senza un riferimento all’ex Consorzio, non favorisce l’informazione ed il coinvolgimento dei cittadini. Non è la prima volta che questa Amministrazione e la precedente hanno come metodo quello di sottoporre al Consiglio argomenti importanti per il paese a fine luglio o inizio agosto, quando molti sono già in vacanza o distratti. Poi questo progetto non è stato portato in nessuna Consulta di questa legislatura: né quella lavori pubblici, né tanto meno in quella urbanistica. Ed in campagna elettorale avete sbandierato come "vostri" i valori della trasparenza, partecipazione, informazione, coinvolgimento. In questo caso il metodo decisionale che avete seguito non è caratterizzato da questi valori.

Dov’è la partecipazione alla base dell’azione amministrativa se non coinvolgete nemmeno una consulta? E poi non ci si può lamentare se le consulte non funzionano e sono un fallimento. Ora non c’è più neppure la scusa della presenza dei Consiglieri a cui imputare tutte le colpe. Almeno un’informativa alla consulta la potevate dare e non l’avete fatto. Potevate rimandare questa adozione ai primi di settembre consentendo un passaggio in una riunione congiunta delle due consulte interessate.

Dov’è la trasparenza se neppure inserite nel titolo del deliberato, comparto dell’ex consorzio agrario?

Per quanto poi riguarda il progetto, mi sembra che un elemento fragile, poco risolto dal progetto che dovremmo adottare sia la viabilità.

Si sta procedendo a chiudere un innesto pericoloso su via Spluga per aprirne un altro ancora più vicino al semaforo, dove il traffico è già congestionato.

Era prevista una prosecuzione di via C. Cantù verso l’Esselunga che in questo comparto non c’è più.

Per il metodo utilizzato nel processo decisionale e per il problema viabilità il nostro voto è contrario.

IL PUNTO DI... ANTONIO CONRATER

 

Riceviamo e pubblichiamo l'intervento dell'ex sindaco e assessore provinciale Conrater. La redazione darà questo spazio a chi fosse interessato ad intervenire su questo tema.

 

Abbiamo sempre sostenuto che il Consorzio rientrava fra i luoghi-simbolo del nostro paese e che come tale dovesse essere conservato.

Solo 5 anni fa invece l'Amministrazione Bagnato/Zardoni proponeva di abbatterlo per costruire un albergo di vetro e cemento.

C'è voluto l'intervento della Provincia,  dell'Ordine degli Architetti e della Sovrintendenza per fermare l'Amministrazione di allora che non voleva sentir ragioni.

Ora finalmente viene riconosciuto che il Consorzio  così come l'ex-Orobia, il Magazzino Ferroviario e la Casa cantoniera sono per Cernusco edifici storici da conservare.

Realizzato nel 1939 su progetto dell'arch. Giuseppe Malinverno, rappresentò un passo avanti fondamentale nello sviluppo della nostra agricoltura.

Proprio perché parte della nostra storia, il recupero del Consorzio poteva essere occasione di condivisione e partecipazione che in realtà non c'è stata.

Peccato perché così, non siamo riusciti neanche ad affrontare insieme temi collaterali di grande importanza come, ad esempio, la  viabilità.

L'incrocio di Cernusco ha un equilibrio delicatissimo che basterebbe pochissimo a turbare.

Chiudere l'uscita dalla zona commerciale e poi lasciare l'attuale accesso al Consorzio, a poche decine di metri dal semaforo, è certo sorprendente.

Se poi il ristorante di cui si parla per il Consorzio dovesse essere un Mc Donald's,  qualche problema di viabilità potremmo ritrovarcelo.

Forse ci voleva più tempo e più coraggio : ma la strada intrapresa è quella strada giusta.

31 luglio 2015

Antonio Conrater

 Lettera di gennaio 2010

 

Nel notiziario municipale "In Comune" di Cernusco, vedo che la minoranza politica di qui pervicacemente insiste per mantenere in vita il fatiscente
Consorzio Agrario di dubbia memoria. Quando, qualche mese fa, mi era pervenuta una garbatissima lettera del Gruppo Giovane Cernusco, che esprimeva preoccupazione per l'imminente abbattimento del suddetto grigio edificio, avevo preparato una letterina con la quale avanzavo sommessamente il mio parere in merito. Visto che, contrariamente a quanto speravo, la resistenza di questi ed altri conservatori decisamente fuori posto, secondo il modesto parere di un  vecchio che nella sua lunga vita ne ha viste certo più di molti suoi concittadini, torno alla carica.
Ma sono davvero convinti questi resistenti che, con il chiaro di luna dei  nostri giorni, sono pronti a rinunciare ad un milione di euro, che l'edificio in questione meriti di essere tramandato ai posteri? A mio parere è solo vecchio e cadente e, ogni volta che vi passo davanti, mi mette tanta malinconia, come il ricordo del regime che lo ha ideato e costruito negli anni '30, qualche anno dopo la mia data di nascita.
Ho vissuto per degli anni fra i grattacieli di New York e ciò che allora più dolorosamente mi mancava del mio Paese era la bella antichità dei preziosi monumenti di cui l'Italia è piena: francamente non mi tormentava  la nostalgia per i Consorzi Agrari fascisti. Molti anni di lavoro al  Touring Club Italiano di Milano (che di arte e natura se ne intende) mi avevano insegnato ad apprezzare ciò che veramente lo meritava. Perciò cerchiamo di conservare lo storicamente bello, non qualsiasi cosa! Ve lo raccomanda un "antico" italiano, che ha visto nascere il fascismo ed  i suoi Consorzi Agrari, di entrambi dei quali però non ha alcun rimpianto.

 

Giovanni Appoloni, classe 1922
 

 

Proposta per utilizzo ex Consorzio agrario di Cernusco Lombardone

 

26/10/09    E’ stato recentemente reso pubblico dalla stampa la prossima  entrata in funzione della centrale di teleriscaldamento a legna,  oli naturali e gas a Cavenago Brianza.

Quest’ opera  mi ha subito fatto pensare che una  realizzazione di questo tipo potrebbe essere ideale nell' ex consorzio agrario di Cernusco, dove probabilmente c’ e’ anche spazio per eventuali installazioni  di pannelli solari e fotovoltaici sul tetto visto la sua superficie.

Considerando che siamo vicino ad un grosso centro commerciale ed ad un’ area direi densamente abitata ci sarebbe la possibilità di smaltire le varie energie prodotte nel raggio di 200/300 metri.

Vorrei chiedervi  se e’ nella vostra possibilità di fare un articolo,  chiedendo   informazioni  al comune di Cavenago,  sentendo  l’azienda che ha  realizzato l’impianto per conoscere costi ed   eventuali altri problemi di realizzazione.

 

http://www.youtube.com/watch?v=dqw9RFj_ogU

 

http://www.energon.it/news.htm

 

http://famiglieditalia.wordpress.com/2009/10/10/teleriscaldamento-a-biomasse-a-cavenago-di-brianza/

 

http://www.mbnews.it/ambiente/81-ambiente/10368-cavenago-presenta-il-primo-impianto-di-teleriscaldamento-della-regione.html

 

http://www.iir-italy.it/upload/general/4102qui.pdf

Grazie e cordiali saluti

G. Cereda

 

Antonio Conrater : “ Sono contrario all’abbattimento del Consorzio“

 L'opinione del portavoce del meratese della Provincia di Lecco

 

Io e Marco Benedetti – che nella Giunta Provinciale di Lecco  rappresentiamo il meratese - ci siamo fatti portavoce della preoccupazione di tanti di fronte a un Progetto che – per costruire un nuovo albergo - propone l’abbattimento dell’ex Consorzio Agrario di Cernusco.

 Marco Benedetti in particolare – da poco Assessore alla cultura della Provincia di Lecco – si è fatto portavoce del Presidente dell’Ordine degli Architetti di Lecco che con una sua recente Nota ha chiesto al Soprintendente alle belle Arti di Milano di trovare il modo di tutelare l’edificio dell’ex-Consorzio.

 “Si tratta – dice infatti il Presidente Delloro – di un importante edificio risalente agli anni 1932/1938 realizzato dall’arch. Giuseppe Malinverno per il Consorzio Agrario di Como .

 Una architettura che richiama gli aspetti propri dell’epoca inserita nel termine di “Novecentesimo” e che trova riscontri soprattutto negli echi “futuristi”utilizzati anche da Terragni nel suo famoso monumento ai Caduti di Como.

La  scheda del Consorzio di Cernusco è ora inserita e identificata presso la “Catalogazione Sirbec” regionale.”

Abbiamo anche fatto presente la delicatissima posizione “viabilistica del nuovo complesso che si trova proprio a ridosso del semaforo di Cernusco in una situazione in cui ancora non si è riusciti – dopo molti anni - a trovare una convincente soluzione per la viabilità.

Dare il via all’edificazione di 18.500 metri cubi in presenza di pesanti incertezze di ordine viabilistico ci sembra molto rischioso.

Le dimensioni del problema sono tali da sconsigliare qualsiasi  estrapolazione dal  PGT di prossima approvazione .

La Giunta Provinciale ha condiviso le nostre preoccupazioni anche se di fatto non può sostituirsi al Consiglio Comunale di Cernusco Lombardone  che dovrà dire l’ultima parola.

 Noi speriamo  che di fronte alla contrarietà di tanti l’Amministrazione Comunale possa anche rivedere le sue posizioni e ricercare con gli Operatori Privati Proponenti una nuova soluzione di comune interesse .

Perché ad esempio non permutare l’area attuale con altre aree inedificate collocate in modo più favorevole ?

IL SINDACO SERGIO BAGNATO

INSIEME PER CERNUSCO

Sul Consorzio agrario e sulla destinazione dell’area su cui esso insiste si è alquanto favoleggiato: occorre quindi riportare la questione alla sua configurazione obiettiva.

Da diversi anni si sono succedute varie proposte da parte dei proprietari dell’area relativamente alle possibili  utilizzazioni e destinazioni.  I progetti che sono stati presentati prevedevano, in sostanza, una sistemazione prettamente residenziale  che l’Amministrazione non ha ritenuto compatibile con alcune importanti esigenze da salvaguardare; tra queste  anche quella di non aggravare la già grave situazione viabilistica della zona. L’ultimo progetto che è stato presentato contempla la costruzione di un albergo di prestigio.  Esaminato il progetto, la  sistemazione dei parcheggi e la collocazione della struttura, si è valutato che la soluzione alberghiera è la più conciliabile con le esigenze da salvaguardare: oltre a quella viabilistica, la riqualificazione urbanistica  di una zona  caratterizzata da forte degrado, la previsione di una cospicua zona verde di contorno.

La realizzazione del progetto presuppone l’abbattimento dell’edificio dell’ex consorzio.  Qualcuno sostiene che l’edificio, per il suo interesse storico, deve esser preservato ma, da verifiche fatte, non si è colto che questa rappresenti un’effettiva esigenza del cittadino. Questa esigenza, peraltro, non sarebbe compatibile con quella degli operatori privati proprietari dell’area. Non esiste infatti conciliabilità tra l’esigenza di salvaguardia della struttura e quella degli operatori proprietari di dare una sistemazione tale da giustificare gli ingenti investimenti che si rendono necessari.

Altra questione che ha suscitato qualche perplessità è quella della procedura da seguire: sportello unico o Piano di Governo del Territorio?   L’elaborazione del PGT sta richiedendo più tempo di quello che si era immaginato.  Di fatto non si ritiene che esso possa arrivare a definizione prima del mese di marzo 2010.  Troppo tardi secondo gli operatori i quali hanno ritenuto di ricorrere alla procedura dello sportello unico ritenendola più veloce e più snella.  Si tratta di una procedura semplificata, assolutamente legale,  che i privati investitori hanno il diritto di richiedere e che la l’Amministrazione, in assenza di significative controindicazioni, di norma consente.

La procedura, quantunque definita semplificata, è in effetti alquanto complessa: prevede infatti una serie di fasi filtro: la convocazione della Commissione Comunale Paesaggio ed Edilizia per una prima valutazione dell’impatto ambientale, la definizione degli indirizzi da parte del Consiglio Comunale, una doppia  convocazione della Conferenza dei Servizi alla quale partecipano tutti i soggetti che possono avere voce in capitolo e interesse relativamente ai diversi aspetti ed effetti dell’iniziativa imprenditoriale.

Informiamo  che il progetto è stato illustrato alle consulte Ecologia Ambiente e Territorio e Lavori Pubblici e Urbanistica in seduta congiunta: non sono state sollevate obiezioni da parte della maggioranza dei componenti né rispetto al progetto, né rispetto al  conseguente abbattimento dell’edificio dell’ex consorzio, nè  rispetto alla procedura.

E’ stato indetto dall’Amministrazione un “open day” finalizzato all’illustrazione ai cittadini del progetto e della procedura. Vi è stata una partecipazione esigua  (meno di 50 persone) e le conclusioni non sono state difformi da quelle cui sono giunte le consulte interpellate.

In conclusione, se una conclusione si può trarre, è che alla questione qualcuno voglia dare un’importanza maggiore di quella che i cittadini le attribuiscono.

 

 

RENATA VALAGUSSA in RAIMONDO

DEMOCRAZIA CERNUSCHESE

L'ex consorzio è un luogo simbolo della storia edilizia di Cernusco meritevole di un mantenimento anche se simbolico o parziale (si pensi all’ex-Consorzio Agrario di Olgiate).

Il Progetto presentato per l’area dell’ex consorzio di Cernusco cancella invece completamente qualsiasi memoria della precedente struttura.

Lo stesso vale per l’adiacente edificio a suo tempo edificato dai Conti Lurani Cernuschi  come Oratorio per la Parrocchia del paese ( diversi elementi architettonici lo ricollegano infatti alla villa Lurani: fra i più evidenti i comignoli )

Generazioni di ragazzi cernuschesi sono passati fino ai primi decenni del dopo guerra fra quelle mura e conservano un profondo legame affettivo nei loro confronti.

Per tutte queste ragioni noi siamo fermamente contrari all’intervento proposto dall’Amministrazione Comunale che porterebbe all’abbattimento radicale di tutti gli edifici presenti in quell’area.

Noi di Democrazia Cernuschese riteniamo che un intervento sull’area dell’ex Consorzio agrario sia necessaria per evitarne l’ulteriore degrado, però conservando gli  elementi più significativi sotto il profilo storico e architettonico dell’attuale edificato.

Invece l’Amministrazione Bagnato vuole accogliere il progetto di un privato che prevede demolire completamente gli edifici esistenti su quell’area e di costruire al loro posto una nuova costruzione di ben 18mila metri cubi e con altezza inusitata (circa 24 metri) in un’area delicatissima non solo per il rischio di snaturare il paesaggio circostante e l'ambiente, ma ancor più per la situazione viaria già al limite del collasso.

Il Sindaco poi afferma di  operare in continuità con l’operato delle Amministrazioni Conrater  a proposito degli interventi di demolizione e ricostruzione fatti per le due Corti agricole di Via Papa Giovanni XXIII e per l’Officina del gas di Via Spluga.

Ma non è così, perché gli interventi autorizzati da Conrater erano perfettamente in linea col Piano Regolatore dell’epoca, mentre per il Consorzio si dovrà fare una vistosa deroga per poter accontentare le richieste del “privato”.

Noi non vogliamo deroghe a pochi mesi dall’approvazione del nuovo Piano!!!

La via maestra è che il privato chieda di inserire nel Piano di Governo del Territorio (PGT) le varianti che ritiene necessarie per realizzare il suo progetto, motivando ampiamente la sua richiesta e lasciando ai tecnici del PGT ed al Consiglio Comunale  la decisione se accettare o meno la proposta di variante esaminandone l’integrazione con il PGT sotto tutti gli aspetti di programmazione urbanistica e viabilistica.

L’adozione del nuovo PGT era  prevista per l’estate del 2009: come mai oggi il Sindaco dice che ci vorrà ancora più di un anno.

Per quanto riguarda l’edificio dell’ex Consorzio è di questi giorni un’importante novità: la Provincia di Lecco ha inserito il nostro Consorzio nel censimento sul patrimonio edilizio della Provincia relativo al periodo tra le due guerre.

Il tutto è stato presentato in una mostra a Galbiate e la banca dati digitale verrà resa consultabile al pubblico su programma SIRBEC. (vedi foto libro della provincia a nome di Virginio Brivio sotto ndr)

L’iniziativa lecchese si inquadra “nel già progettato censimento delle opere architettoniche del Novecento realizzato in tutto il territorio lombardo prima che l’alienazione della memoria o l’insipienza di qualche operatore, unita alla disattenzione di amministratori incompetenti, la cancellino dal nostro presente e dalla nostra storia.”(dal catalogo della mostra).

Non vi sembra una buona ragione per ridiscutere il tutto da capo? Come mai l’Amministrazione Bagnato, nonostante tutto questo, continua a sostenere che quegli edifici vanno demoliti completamente?

A questo punto noi abbiamo fatto la proposta di costruire l’albergo da 80 camere se ci tengono tanto da un’altra parte,  per esempio sull’area libera davanti all’Esselunga: lì non darebbe fastidio a nessuno nè creerebbe problemi di viabilità. Pensiamoci!

Giovanni Zardoni, vicesindaco:

"Il progetto proposto ha il pregio di riqualificare un'area dismessa aumentando di fatto la disponibilità di verde ed insediando una attività di pregio, quella di un hotel. In ogni caso sarà il Consiglio Comunale a decidere. E per quanto riguarda la demolizione degli edifici esistenti sarà la Soprintendenza a dire l'ultima parola. La procedura scelta va nella direzione della "sburocratizzazione": si risparmia qualche mese per realizzare un intervento compatibile con il Piano di Governo del Territorio in approvazione. Nessuna forzatura o fretta, ma solo il rispetto della norma. Abbiamo mostrato i disegni ed i cittadini ci hanno confortato in  questa scelta."

Antonio Conrater ex sindaco di Cernusco, attualmente assessore provinciale:

"Il Progetto prevede una nuova costruzione di ben 18mila metri cubi e con altezza inusitata (circa 24 metri) in un’area delicatissima non solo per il rischio di snaturare il paesaggio circostante e l'ambiente, ma ancor più per la situazione viaria già al limite del collasso. Secondo la Provincia poi il Consorzio fa parte delle “architetture sopravvissute ad azioni di rinnovamento e riedificazione a volte non particolarmente illuminate”. Personalmente rinuncerei alla “scorciatoia procedurale“ proposta dal Comune e verificherei invece la possibilità di costruire altrove la struttura alberghiera proposta".

-L'opinione del gruppo indipendente Giovane Cernusco - I Bagai di Binari

L'intervista    Il Volantino ai Cernuschesi